PIETRE IGNEE CADUTE DAL CIELO - IL CATALOGO ON-LINE

E' scaricabile in versione pdf il catalogo della mostra "Pietre ignee cadute dal cielo. I monumenti della Grande Guerra" allestita fino al 12 dicembre 2014  all'Archivio Progetti IUAV, presso il Cotonificio di Santa Marta.

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La mostra, curata da Martina Carraro e Massimiliano Savorra, è stata realizzata in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale e raccoglie i progetti e i disegni di numerosi architetti coinvolti nei teatri di guerra e nei cantieri di innumerevoli città italiane per la realizzazione di monumenti, templi, ossari e  sacrari. 

Questi luoghi della memoria collettiva furono costruiti in Veneto, in Trentino e in Friuli Venezia Giulia, per ricordare i caduti della Grande Guerra costituiscono uno straordinario patrimonio per la storia, la società e la cultura italiane. A progettarli furono architetti soprattutto veneti, romani e lombardi, come Enrico Agostino Griffini, Paolo Mezzanotte, Eugenio Baroni, Alessandro Limongelli, Guido Cirilli, Giuseppe Mancini, Giuseppe Torres, Ferruccio Chemello, Giannino Castiglioni, Giovanni Greppi, Ghino Venturi.

 

      

SKRJABIN E IL JAZZ - conversazione/concerto con UMBERTO PETRIN


Giovedì 11 dicembre 2014 (Aula Magna, ore 18.30) una affascinante conversazione/concerto con il pianista Umberto Petrin alla scoperta delle connessioni tra la musica di Alexandr Skrjabin e la grande tradizione jazzistica. L'incontro, organizzato da Ateneo Veneto in collaborazione con il  Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, è condotto da Enrico Bettinello.
Skrjabin ha avuto un percorso artistico ed intellettuale che ha saputo affascinare i suoi successori (pensiamo ai grandi compositori delle generazioni posteriori come Stravinskij o Shostakovic per fare qualche esempio) e anche nella musica Jazz ci sono grandi personalità che hanno tratto dal suo sistema musicale molti spunti, sia nell’uso dell’armonia, che nella concezione compositiva, fino alla sua propensione verso la sinestesia.
La conversazione, condotta dal critico Enrico Bettinello  affronterà alcune delle caratteristiche della musica e del pensiero skrjabiniano e sarà poi l’occasione per presentare dal vivo alcuni momenti del recente disco di Petrin “Traces and Ghosts”, che sta ottenendo notevoli riscontri sia a livello di critica (disco “Choc” per Jazz Magazine) che di concerti (Lisbona, New York).
Petrin, già protagonista di un progetto discografico su Skrjabin (1996) insieme al leggendario sassofonista Lee Konitz, è infatti un musicista che da sempre unisce le sonorità del russo ed influenze di altri compositori europei, quali Hindemith e Webern, alle attuali tecniche dell’ improvvisazione jazzistica. 
Considerato tra i maggiori pianisti italiani a livello internazionale, Umberto Petrin (1960) è anche attivo nell’ambito dell’arte, della poesia contemporanea e della sonorizzazione di film muti. Nella lunga carriera ha collaborato con artisti come Tiziana Ghiglioni, Steve Lacy, Lee Konitz, Anthony Braxton, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Tim Berne e molti altri, incidendo numerosi dischi e ottenendo lusinghiere attestazioni di stima critica. Ha suonato a lungo nell’Italian Instabile Orchestra, con la quale si è esibito anche assieme a Cecil Taylor e collabora con lo scrittore Stefano Benni, con cui ha pubblicato per Feltrinelli un fortunato progetto su Thelonious Monk.

www.umbertopetrin.it

 

CERIMONIA DI ASSEGNAZIONE PREMIO GRIMANI 2014

Sabato 13 dicembre 2014, nell'Aula Magna dell'Ateneo Veneto, alle ore 11.00, si terrà la Cerimonia di assegnazione del Premio "Marino Grimani" per il restauro artigiano e la conservazione delle opere storico-artistiche.

Il Premio,  giunto alla sua terza edizione, è stato istituito nel 2012 per iniziativa dell’Ateneo Veneto e della Camera di Commercio di Venezia, con il contributo della famiglia Grimani.
E' un riconoscimento dedicato alle eccellenze nei settori del restauro, per valorizzare quanti si prodigano quotidianamente per la conservazione del patrimonio artistico e culturale di Venezia: personalità nel campo dell’alto artigianato specialistico che sono custodi delle competenze essenziali per la sopravvivenza della produttività nella nostra città.

Per l’edizione 2014 la commissione giudicatrice, dopo aver valutato attentamente tutte le candidature pervenute, ha deciso di assegnare il Premio Grimani a due realtà diverse tra loro che pure operano nel vasto e articolato mondo del restauro in Venezia e che si sono particolarmente distinte in pregevoli interventi su beni artistici della nostra città.

La Commissione scientifica del “Premio Grimani” 2014 è composta dal Presidente, l’architetto Alberto Ongaro (Proto della Fabrica dell’Ateneo Veneto), due rappresentanti dell’Ateneo Veneto – Camillo Tonini, Segretario del Premio, e Franco Pianon - e due rappresentanti della Camera di Commercio di Venezia – Giuseppe Molin e Adriano Rizzi.

Il Premio Grimani per il restauro artigiano e e la conservazione delle opere storico-artistiche  - intitolato alla straordinaria figura di Marino Grimani che ha guidato per anni l’ente camerale veneziano - ha cadenza biennale, in alternanza con il Premio Torta per il restauro architettonico.

 

 

POMPEI, SPLENDORI E ORRORI DI UNA CITTA' SEPOLTA

POMPEI.  Splendori e orrori di una città sepolta.  Seconda conferenza venerdì 28 novembre 2014.  
Un’area archeologica dalle eccezionali potenzialità, gli errori passati e le prospettive future per la valorizzazione di uno dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità. 
E’ l'area archeologica più vasta e visitata del mondo, l’unico luogo dove è possibile rivivere la quotidianità dell'antica Roma: stiamo parlando di Pompei, la città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Oggi però, a fornirci notizie su Pompei è soprattutto la cronaca: negli ultimi tempi si sono susseguiti episodi di crolli e denunce di una gestione scandalosa di questo patrimonio inestimabile.

Pompei - programma

Un’area archeologica dalle eccezionali potenzialità, gli errori passati e le prospettive future per la valorizzazione di uno dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità. 
E’ l'area archeologica più vasta e visitata del mondo, l’unico luogo dove è possibile rivivere la quotidianità dell'antica Roma: stiamo parlando di Pompei, la città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Oggi però, a fornirci notizie su Pompei è soprattutto la cronaca: negli ultimi tempi si sono susseguiti episodi di crolli e denunce di una gestione scandalosa di questo patrimonio inestimabile.
Attraverso questo nuovo ciclo articolato in tre incontri, tra ottobre a dicembre 2014, l’Ateneo Veneto intende parlare di Pompei non tanto come caso di cattiva gestione delle risorse pubbliche, quanto come di un’eccezionale testimonianza del mondo antico e al tempo stesso una straordinaria occasione di rilancio per il nostro patrimonio storico-artistico.

Se debitamente gestito e valorizzato, il caso di Pompei infatti dimostra che la cultura può risultare un incredibile volano anche per l’economia, come è avvenuto per la grande mostra “Life and death in Pompeii and Herculaneum” allestita al British Museum di Londra, su cui è basato il film/documentario che sarà proiettato all’Ateneo Veneto venerdì 10 ottobre in Aula Magna. Il film “POMPEI”, è un vero evento cinematografico che racconta la vita degli abitanti di Pompei e Ercolano al momento della devastante eruzione del Vesuvio. Il pubblico può vedere le strade animate, il mercato, le terme, le taverne, i commerci, le risse e gli amori, la quotidianità di un'umanità inconsapevole della tragedia che la stava per colpire. Prodotto dal British Museum e distribuito da Microcinema, “POMPEI” è stato proiettato nelle sale italiane il 25 e 26 novembre 2013, con un enorme successo di pubblico: l’Ateneo Veneto ha deciso di riproporlo al pubblico in questa eccezionale occasione. La proiezione del film sarà presentata da Giuseppe Ariano, alto funzionario del Ministero per i Beni artistici e culturali; Ariano ha fatto da ponte tra lo stesso MIBACT e gli autori della pellicola, con cui è stato organizzato un collegamento via skype al termine della proiezione.

La seconda conferenza servirà a meglio comprendere il valore storico-artistico di Pompei: di questo parlerà venerdì 28 novembre Paul Zanker, eminente studioso tedesco di archeologia classica, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa e autore di testi fondamentali sull’argomento.  
Zanker ha dimostrato come Pompei svolga un ruolo fondamentale nello studio del mondo romano, dato che la grande parte delle fonti letterarie e artistiche dell’antichità ci parla soltanto della cultura delle élite, mentre Pompei rappresenta al contrario una straordinaria testimonianza sulla vita quotidiana nella civiltà di Roma.

Dal passato al futuro, di Pompei si parlerà anche sotto l’aspetto gestionale con il Soprintendente Massimo Osanna, nominato di recente come uno dei responsabili del Grande Progetto Pompei, il programma straordinario di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro messo in atto dal Governo italiano. Sarà la sua conferenza, venerdì 19 dicembre, a concludere il ciclo, con un ragionamento attorno al possibile rilancio di Pompei. Da questo colossale giacimento di risorse e di conoscenze infatti, se ben utilizzato, possono provenire prospettive economiche molto interessanti per un territorio in difficoltà come quello che circonda la grande città sepolta.

Il ciclo su Pompei sarà anche spunto per parlare in termini più generali della gestione del nostro straordinario patrimonio nazionale. L’auspicio è quello di sottrarre il caso specifico di Pompei (dov’è in gioco anche la credibilità del nostro paese) alla cronaca nera e ritornare a parlare del nostro patrimonio nelle pagine dedicate alla storia, all’arte e alla cultura.

Il ciclo di incontri è stato realizzato grazie alla collaborazione di funzionari del sistema di tutela (soprintendenza archeologica e musei nazionali) e docenti universitari.

BELLUM IN TERRIS: 1915 -2015

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BELLUM IN TERRIS

Mandare, andare, essere in guerra

ciclo pluriennale di conferenze di Mario Isnenghi

 Il nuovo ciclo di conferenze pensato da Ateneo Veneto, Università Ca’ Foscari di Venezia e Iveser per il Centenario della prima guerra mondiale entra nel vivo nel 2015.
La prima lezione del ciclo quadriennale è fissata per mercoledì 25 febbraio 2015 ed ha per titolo "Le bandiere del sì e del no all'entrata della guerra", cui faranno seguito altre due lezioni mercoledì 4 e 11 marzo.

L'iniziativa "Bellum in terris" si distende poi per tutto l’arco temporale 2015-2018, ricalcando anno per anno il periodo bellico 1914-1918.
   L’idea generale è quella di aprire ogni annata concentrando in tre incontri gli avvenimenti e il senso della guerra in quello stesso anno, un secolo prima.
   Il titolo generale “Bellum in terris” rovescia amaramente quello della famosa enciclica “Pacem in terris” di papa Giovanni XXIII (1963), che era rivolta a “tutti gli uomini di buona volontà”: la violenza e la guerra infatti fanno intrinsecamente parte della storia dell’uomo, sono costitutive della storia e delle autobiografie dei popoli e degli stati. Non vuole essere dunque una provocazione rispetto agli odierni presupposti pacifisti, ma una constatazione di come vanno realmente le cose.
   “Mandare, andare, essere in guerra” – sottotitolo generale del ciclo – tiene aperto lo sguardo sui mandanti e gli attori del grande conflitto, su chi voleva e chi non avrebbe voluto, su chi si esaltò, chi si rassegnò e chi si oppose.
   
Il ciclo pluriennale si avvale del Patrocinio del Comitato Regionale Veneto per le Celebrazioni del Centenario della Grande Guerra e rientra nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale.


BELLUM IN TERRIS – programma

Eventi

Se partecipate alle nostre iniziative e desiderate fermarvi a Venezia ...

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