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Nell'austera sala si può ammirare il soffitto a lacunari in legno con decorazioni in oro, raffiguranti il Ciclo del Purgatorio, opera di Palma il Giovane (1600); e alle pareti, invece, il Ciclo della Passione opere di Leonardo Corona e di Baldassarre D'Anna (1600-1604), mentre i sovrapporta sono opera di Antonio Zanchi (1670) ed illustrano le parabole evangeliche del Figliol Prodigo e del Buon Samaritano. Sulla parete di sinistra sono collocati i busti marmorei di Nicolò e Apollonio Massa due scienziati e medici veneziani (1500), mentre nella parete di fondo, si trova il busto di Tommaso Rangone, tutte opere di Alessandro Vittoria.
Gli ambienti della Scuola erano costituiti al piano terreno dalla Chiesa - oggi Aula Magna - e dall'attigua Sagrestia,
oggi Sala delle Riunioni.
La Chiesa era abbellita da due altari racchiusi da balaustre, opere del Vittoria.
L'altare del Crocifisso, al centro della parete di fondo, era composto da un Crocifisso ligneo del 1400 e dalle statue in bronzo della Vergine e di S. Giovanni
Evangelista, mentre sopra l'altare alla parete di sinistra era posta la statua in bronzo di S. Girolamo, uno dei patroni della Scuola. Il soffitto a lacunari accoglie tredici dipinti raffiguranti il Ciclo del Purgatorio, eseguiti su tela da Jacopo Palma il Giovane, conclusi nel dicembre del 1600, data segnata su un cartiglio al di sopra della porta verso la calle.

Ai lati della stessa porta sono rappresentati due profeti di Leonardo Corona. Lungo le pareti, sopra gli originali dossali marmorei, sono raffigurate le Storie della Passione dello stesso Corona e di Baldassare d'Anna eseguite fra il 1600 e il 1604. I sovrapporta della parete di sinistra ospitano due tele relative alle parabole evangeliche del Figliol Prodigo e del Buon Samaritano, opere di Antonio Zanchi (1670), massimo esponente della corrente dei tenebrosi.
Dopo la caduta della Repubblica, nel periodo napoleonico,
la Scuola venne soppressa (1806). Gli altari della Chiesa furono smontati e le statue vennero trasferite nella Basilica dei SS. Giovanni e Paolo. Al posto dell'altare del Crocifisso venne posto il busto in bronzo di Tommaso Rangone, medico filologo ravennate del Cinquecento, opera di Alessandro
Vittoria, già nella chiesa di S. Geminiano, a sua volta soppressa unitamente ad altri luoghi di culto.
Al posto dell'altare di S. Girolamo vennero collocati i busti marmorei degli scienziati e medici veneziani Nicolò e Apollonio Massa vissuti nel Cinquecento, opere dello stesso Vittoria, qui trasferite dalla Chiesa di S. Domenico.
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